L’artista si racconta – Zhivko Sedlarski

di Sara Longo

È stato un vero piacere ed un’emozionante sorpresa conoscere l’artista Zhivko Sedlarski in occasione della mostra allo Yatch Club di Monaco organizzata dalla Societè des Arts insieme alla nostra rivista, a cui ha preso parte con alcune delle sue opere. Una mostra in cui l’arte contemporanea si è fusa con le opere di grandi artisti del passato come Rubens, Giampietrino ed altri.

Amo particolarmente intervistare gli artisti contemporanei, la vera emozione è sentirli parlare della propria arte ed emozionarsi live, sprigionando energia, amore, vita attraverso il racconto di sé.

Faccio tesoro di questi momenti e cerco di donarli, riportando a voi quanto espresso da Zhivko Sedlarski durante la nostra conversazione.

Ci vuoi raccontare come hai cominciato? Da dove viene la tua passione per la scultura?

Sono nato nel sud della Bulgaria vicino al Mediterraneo, là dove c’è la culla della nostra civiltà: Egitto, Grecia, Roma. Ho interiorizzato i canoni greci frequentando l’Accademia delle Belle Arti di Sofia per 6 anni. Sono sempre stato impressionato dagli Dei egiziani e dalle sculture greche di pietra e marmo.

Quando hai capito che l’arte e in particolare la scultura sarebbe stata la tua vita?

A 14 anni sono entrato in una scuola d’arte perché avevo già deciso che la mia strada sarebbe stata questa.
Sono cresciuto con la guida di mio padre, Koylo Sedlarski, pittore. Lo ricordo mentre dipingeva per ore e ore e io ero tutti i giorni al suo fianco, ma la pittura non mi dava la soddisfazione che cercavo.
Io volevo studiare le forme, lavorare l’argilla con le mie mani.
Da giovane ho imparato a tagliare la pietra, il legno e l’arte della saldatura.
Ho voluto imparare tutti i tipi di mestieri legati alla scultura.
Tutta la mia infanzia e gioventù hanno ruotato attorno a questo percorso di apprendimento che ha caratterizzato la mia scultura.

Quali sono i tuoi riferimenti artistici? Da che artisti ti ispiri?

Prima di tutto Georg Baselitz, tra gli artisti contemporanei.
Sono cresciuto come artista scultore ispirandomi a Michelangelo, le sue opere mi hanno stimolato e condotto in tutti i miei passi, conosco la sua vita meglio della mia. Come lui, ho voluto conoscere il corpo umano. Ho studiato anatomia per due anni durante l’Accademia delle Belle Arti di Sofia con il Prof. Palov, è stato lui a definirmi “Michelangelo” davanti ai suoi studenti, era il suo modo di dimostrare l’importanza e la serietà dei miei sforzi.

Quale materiale utilizzi e perché?

Non sono schiavo di un solo materiale, tutto ciò che cade nelle mie mani e merita di diventare una scultura è il mio materiale.
Ho lavorato con materiali già molto conosciuti come l’acciaio, la pietra o il legno, ma anche la resina e il vetro.
C’è stato un periodo in cui ho realizzato dei dipinti utilizzando dei collant per donne. Recentemente ho usato il ferro da stiro, con questo strumento ho l’impressione di lavorare con il mio carbone preferito sul cartone. Aggiungo linee al mio disegno fino a quando non è finito.
Uso poi la smerigliatrice angolare per cancellare il superfluo.

Vuoi parlarci di te quando realizzi un’opera d’arte?

Spesso le idee mi vengono durante il lavoro o per strada durante una passeggiata: mi ispira la camminata di una donna, la bellezza, un vestito che sventola nell’aria.
Per non perdere l’ispirazione faccio alcuni schizzi veloci. Se sono pronto per creare inizio con l’argilla o passo direttamente alla saldatura, altrimenti ricomincio a cercare delle idee su un foglio di carta. Amo trovare delle varianti, non mi limito mai ad una sola soluzione.
La forma e il movimento delle mie opere vengono affinate e migliorate durante il processo di ricerca.
Sono già 11 anni che lavoro sul tema del vestito. Gli abiti che ho realizzato in bronzo sono usciti dal mio laboratorio grazie all’arte della saldatura. Ho creato l’opera “La robe” (il vestito) come un vero stilista, il gioco di parole è venuto naturalmente per la serie di abiti d’“alta saldatura”. La mia prima sfilata di “alta saldatura” è stata nel 2013, da allora ce ne sono state altre sia in Francia che in Bulgaria.

Come sei posizionato nel mercato?

Solo pochi giorni fa durante una conversazione uno sconosciuto mi ha chiesto: “sei conosciuto come artista?” Gli ho risposto che dal momento che lui non mi conosceva, non lo ero. Ma non mi ha creduto ed ha immediatamente digitato il mio nome sul suo Iphone. Subito dopo pronunciò un lungo “WOW”. Mi aveva trovato su Wikipedia. Sì, Wikipedia può essere un punto di riferimento, ma non sono ancora più orgoglioso delle gallerie che hanno promosso la mia arte in Belgio, Bulgaria e Cina.

Forse domani, dopo che questa intervista sarà pubblicata i miei fan raddoppieranno.

Hai partecipato all’esposizione “Art Master Monaco” allo Yacht Club organizzata dalla Société Des Arts e dalla nostra rivista, com’è stata quest’esperienza?

A proposito di questa esposizione e della cena di gala devo ammettere che è stata la prima volta che ho partecipato ad un evento di questo livello. Ho esposto le mie opere insieme a quelle di grandi Maestri tra cui sono Rubens e Tiepolo, artisti che ho studiato per l’esame di storia dell’arte all’Accademia, i cui capolavori avevo visto sui libri. Grazie a questa mostra ero tra loro. Grazie a voi che mi avete scelto ed invitato alla vostra esposizione.

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